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1988, Nichelino (TO) - Chiesa Regina Mundi

 
 
          1988, Edifici e Strutture Pubbliche
Nichelino (TO) - Chiesa Regina Mundi


 
 

 
 
 
 
  
 
 
 

 
  L’ambiente in cui è andato a collocarsi questo nuovo edificio religioso, risulta architettonicamente disaggregato, come buona parte delle aree periferiche delle grandi città, dove le espansioni sono la somma di interventi puntiformi frammisti a delle preesistenze, situazione questa che ha impedito una pianificazione organica dell’area. L’ambiente non presenta richiami culturali o spirituali precisi, ma solo una manciata di condomini e casette, volumi accostati l’uno all’altro senza pretese ambientali. Non esistono poi nell’immediata vicinanza edifici di pregio, l’unico richiamo alla tradizione è dato dall’uso ricorrente nelle facciate del mattone a vista o dell’intonaco e la copertura del tetto a capanna o a padiglione con tegole a coppi.L’edificio religioso originario era il classico capannone prefabbricato degli anni ’60 che nella sua scheletrica semplicità costruttiva tradiva una estrema necessità di contenimento dei costi, e per forma non era il più adatto a fungere da richiamo per una comunità di fedeli. Le difficoltà progettuali che abbiamo incontrato nell’affrontare il tema di un edificio religioso sono state molteplici, condizionate da fenomeni emozionali. L’edificio chiesa nel suo insieme deve rispondere ad esigenze funzionali, ma soprattutto a quelle di tipo liturgico per stimolare una partecipazione attiva dei fedeli. Per questo motivo abbiamo pensato a forme planimetriche compatte, sia per il limitato spazio a disposizione, che per ottenere una distribuzione semicircolare dei fedeli intorno alla mensa. Il progetto che abbiamo realizzato è quindi la sintesi di una serie di obiettivi che ci siamo posti sin dai primi schizzi, il primo è stato di tipo simbolico, vale a dire il segno della fede in Cristo, il secondo punto richiamo per la comunità dei fedeli, ed infine la riqualificazione dello spazio disaggregato e disorganico circostante.  Dopo diversi tentativi planivolumetrici, abbiamo individuato l’ottagono che per la sua forma conclusa non presenta angoli o viste sgradevoli dall’esterno e quindi non pone il problema di prospettive non riuscite, e allo stesso tempo si differenzia dagli edifici di tipo condominiale con angoli sempre a 90° che sorgono tutt’intorno. Il complesso religioso di Nichelino, infatti è costituito da un insieme di quattro volumi ottagonali, di dimensioni diverse, tutti identificabili per le loro diverse funzioni anche dall’esterno, l’edificio più grande ospita la chiesa madre utilizzata per le celebrazioni domenicali, un organismo simile, ma di dimensioni più ridotte, ospita la cappella feriale, in un edificio più modesto a livello planimetrico ma che si sviluppa su più piani,  trova posto la casa parrocchiale servito da una scala con ascensore che si trova nella torre campanaria. Anche a livello planimetrico si è voluto accentuare il significato religioso smussando l’ottagono in corrispondenza dei lati più corti ed ottenendo in questo modo una forma a croce e un ingresso coperto e leggermente più riparato.  Pur usando tagli e forme nuove, il materiale che funge da tamponamento esterno è stato volutamente pensato in cotto, per creare un legame con la tradizione piemontese o più generalmente del Nord Italia  con l’ambiente circostante. L’ingresso principale alle due chiese, avviene attraverso il filtro del sagrato, posto a una quota superiore rispetto al livello della strada che lambisce l’edificio religioso. Questo dislivello è stato voluto per creare un distacco funzionale tra il percorso in salita di preparazione dei fedeli che si avvicinano alle funzioni religiose ed il semplice transito delle autovetture.

Progettisti:
Arch. Liliana Canavesio - Arch. Valter Bruno


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